scandalinbohemia: (Default)
[personal profile] scandalinbohemia
Titolo: Messaggi (Messages)
Autore: [livejournal.com profile] elapsedspiral
Traduttore: [livejournal.com profile] fiorediloto
Fandom: Axis Powers Hetalia
Pairing: Ludwig/Feliciano (Germania/Italia)
Parte: 1/7
Rating: PG
Spoiler: Posto che non credo che Hetalia si possa spoilerare e che non conosco il manga, direi che l'unico spoiler è per tutta la serie di Chibitalia fino al "bacio". (N.d.T.)
Fic originale: qui (& sgg.)
Permesso di traduzione: qui
Note dell'autore: In fondo al testo.
Nota del traduttore: Un piccolo elenco dei personaggi della storia e dei loro nomi propri a uso degli smemorati e dei non addetti ai lavori:

Ludwig: Germania
Feliciano Vargas: Nord Italia
Lovino Vargas: Sud Italia
Francis Bonnefoy: Francia
Kiku Honda: Giappone
Arthur Kirkland: Inghilterra
Alfred F. Jones: USA
Ivan Braginski: Russia
Gilbert Beilschmidt: Prussia (Germania dell’Est)
Matthew Williams: Canada


*


“Ja? Wer spricht da?”

“Ah? Ludwig? Pronto?”

Ludwig gettò uno sguardo al suo cellulare, in equilibrio sullo schermo di un tapis roulant momentaneamente fermo. “Oh – ciao.”

“Hai una voce strana.”

“Mi sto allenando. Sei in viva voce.”

“Oh.” Il tono di comprensione quasi canticchiato dell’italiano sembrò rimbalzare contro le mura della palestra. “Capisco. Come va?”

Ludwig guardò le proprie braccia, intente a spingere i pesi lentamente sopra la sua testa. Il ritmo stava decisamente risentendo dell’interruzione. Contò in silenzio, muovendo solo le labbra, per recuperare la sequenza.

“A posto.”

“Bene!”

“Perché hai chiamato?”

“Ah? Oh, sì.” Si era davvero dimenticato il motivo della telefonata, a quanto pareva. Ludwig chiuse gli occhi, per il bruciore dei muscoli e per completa disperazione. “Volevo sapere se ti andrebbe di mangiare qualcosa uno di questi giorni.”

“In che senso? Lo facciamo già, no?”

“No, intendo a parte mangiare e basta. Pensavo che per una volta potremmo mangiare qualcosa di buono insieme. Tra un paio di settimane mio fratello Francis ha in programma di preparare della roba davvero buona: ho pensato che potrebbe essere divertente. Ti piace la sua cucina, giusto?”

“Certo. Ma quando precisamente?”

“Uhm, devo controllare quando possiamo andare, ma presto: tra una settimana o due, non ricordo. Potrei chiamarti e dirtelo, cioè, se ti va di andare?”

La mancanza di dettagli rendeva Ludwig molto riluttante ad accettare; tuttavia, la prospettiva di ottenere un assaggio della cucina di Francis con Feliciano a fare da cuscinetto tra lui e il pervertito rendeva l’offerta allettante. Sentì la bilancia pendere in favore della cucina francese.

“Okay. Fammi sapere.”

“Grande! Ti piacerà da morire, promesso.” La voce di Feliciano si fece debole, come se il suo cellulare avesse poco campo. “Tutto a posto, comunque?”

“Certo – perché me lo chiedi?”

La voce dell’italiano si abbassò ancora. “Sembra che ti faccia male qualcosa.”

A questa osservazione Ludwig posò i pesi e sedette sulla panca con una smorfia.

“Mi stavo solo allenando, tutto qui. Comunque ora ho finito.”

“Oh, okay.” Quando percepì il tono incerto nella voce di Feliciano, la smorfia divenne un profondo aggrottare di sopracciglia. L’altro sembrò accorgersene e tornò al tono entusiasta di prima. “Bene, ti faccio sapere! Non mangiare troppa carne e non bere litri di birra, okay, altrimenti il cibo non sarà la stessa cosa!”

“Okay: promesso.”

Ciao*!”

Era una cosa assurda, Ludwig lo sapeva, ma aspettò di sentire dal cellulare il “click” che indicava la fine della chiamata prima di cominciare a massaggiare la cicatrice. Era una strana cicatrice, all’attaccatura tra la spalla e il torace, dove formava una linea bianca e grinzosa. Gli era sempre sembrata una ferita di pugnale, per quanto improbabile, a giudicare dalla linea sottile e dritta.

L’esercizio non serviva a granché, se non almeno a distrarlo dal dolore che a volte gli procurava, specialmente nei mesi invernali e piovosi. Al momento, tuttavia, il dolore era esploso in un continuo pulsare sordo. Sapeva troppo bene che massaggiarla non era mai d’aiuto, anzi di solito il gesto generava una sensazione acuta, come di un morso, giù lungo il braccio, ma si permise di farlo ugualmente, contorcendo la faccia in un’espressione torva per tutto il tempo.


*


“Ve? Il bip ha suonato? Non l’ho sentito – (qui seguì una lunga pausa) – Be’, ormai starà registrando. Ciao. Francis mi ha detto la data, e pensavo che magari potremmo fare come se fosse una festa anticipata per il mio compleanno. Non devi farmi un regalo o altro, penso solo che sarebbe un buon motivo per andare.

Oh, Francis ha detto anche che devi vestirti elegante. Dice che devi tenere i capelli sciolti e mettere un completo nero senza cravatta. È stato molto specifico. E ha detto che io non dovrei mettere niente, ma penso che scherzasse. Quindi mettiti quello che ti pare, credo.

Ah! La data, me la stavo scordando di nuovo: è il quattordici febbraio, quindi, tra due giorni soltanto: ehm, spero che vada bene. Fammi sapere!
Ciao*, ti voglio bene!”


*


“Ciao. Sono Ludwig.

Il bip è quasi subito dopo il messaggio che ti spiega come registrare. Comunque, l’ho ricevuto.

Ignora Francis. Il completo nero lo metto, se pensi che vada bene. Suppongo che il ristorante richieda l’abito scuro? E possiamo festeggiarlo come il tuo compleanno, se vuoi: ma non vuoi invitare qualcun altro?

Comunque, ti lascio questo messaggio solo per dirti che sì, sono libero. Posso venire e ci incontriamo lì, se così è meglio. Metto un completo nero, e per favore, per favore, vestiti. Non incoraggiare Francis.

Francis non ha detto niente sul tipo di persone che verranno a questa cena che sta organizzando, comunque? La data (il resto della frase divenne un borbottio incomprensibile)…

A dopo.”



*


“Guten tag.”

“Ciao – Ah, c’è l’eco. Sei di nuovo ad allenarti?” Feliciano zampettò attraverso il salotto a piedi nudi, tenendo il cellulare contro un orecchio, l’altra mano impegnata a sbottonare la camicia.

“Sì. La cena non si fa più?”

Feliciano corrugò la fronte, poi, dal momento che Ludwig non parlava, decise di esprimere i propri pensieri.

“Cosa? Non vuoi più andare?”

“No. No, è che non so perché mi hai richiamato così presto.”

“Oh, okay. No, è tutto a posto. E vengo vestito, quindi anche quello è sistemato.” Il cipiglio si spianò dalla sua faccia. “Che stai facendo? Voglio dire, quale esercizio.”

“Braccia.”

“Perché? Hai un sacco di muscoli. Lo dicono tutti.”

Dall’altra parte giunse l’inconfondibile borbottio imbarazzato di Ludwig; Feliciano si morse il labbro per bloccare il sorrisetto che gli ispirò. “Oh. Uhm, bene.”

“Non dovresti lasciar passare un giorno tra un esercizio coi pesi e l’altro? Non ti fai male, sennò?”

Sentì qualcosa che gli parve il rumore metallico dei pesi lasciati cadere con forza sul pavimento.

“So quello che faccio.”

Feliciano sedette sul sofà, guardando il suo giardino allagato e freddo con un po’ di rassegnazione. “Certo. Scusa.”

“Non importa.”

“… Vuoi sempre…”

“SÌ.” Feliciano allontanò leggermente il cellulare dall’orecchio. “Ripensandoci, ti passo a prendere con la mia macchina: è più semplice. A che ora?”

“Uhm, penso alle sei?”

“Okay. Allora ci vediamo giovedì.”

Ciao*.” Feliciano riattaccò con un sorriso tenero. Con la camicia mezza sbottonata, le dita scivolarono facilmente al di sotto, alla giuntura tra la spalla e il torace. Le fece un piccolo massaggio comprensivo, prima di alzarsi dal suo posto e andare in cerca di suo fratello.

*


(*) In italiano nel testo. (N.d.T.)



Note dell’autore:


Ja? Wer spricht da? – Sì? Chi parla?

“Sono Ludwig” – Confesso che questo modo di lasciare messaggi in segreteria non è proprio una mia idea. Una canzone che ritengo assolutamente adatta a Ludwig e Feliciano è “At My Most Beautiful” dei REM, che contiene i versi: “You always say your name, Like I wouldn’t know it’s you, At your most beautiful”. Mi sembra un modo di fare molto da Ludwig, e una cosa di lui che Feliciano adorerebbe segretamente.

“guardando il suo giardino allagato e freddo con un po’ di rassegnazione” – Non sono mai stata a Venezia (ed è un peccato) ma a quanto ne so la città si allaga spesso d’inverno. In questa fic, Feliciano vive in una casa in uno dei canali.

“festa […] per il mio compleanno” – Il compleanno di Feliciano è indicato come il 17 marzo; quello di Ludwig il 3 ottobre.
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